Chiesa della Madonna dei Greci Affresco della Beata Vergine della Pietà (altare principale, particolare)

LA CHIESA DELLA MADONNA DEI GRECI DI VEGLIE

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di Antonio De Benedittis

Sfogliando le relazioni delle visite pastorali eseguite nella Terra di Veglie dagli arcivescovi della diocesi di Brindisi nel XVII secolo si rinvengono numerose e interessanti notizie, spesso inedite, che riguardano la nostra comunità.

Molto interessanti a mio avviso, per quanto riguarda la Chiesa della Madonna dei Greci, sono le notizie contenute nelle visite pastorali del 1640 e del 1646 dell’arcivescovo mons. Dionisio O’Driscol, notizie che consentono di delimitare l’arco temporale durante il quale è stata costruita la chiesa, infatti in quella del 31 ottobre 1640 (vol. IV, c. 77r) la Chiesa della Madonna dei Greci non viene menzionata tra le chiese extra moenia esistenti a Veglie,  mentre in quella del 7 maggio 1646 (vol. IV, c.273r) viene  riportato che il prelato ha visitato la chiesa extra moenia di Santa Maria dei Greci  e l’ha trovata ben ornata, con l’altare ben disposto e con tutto il necessario.

Evidente quindi che la chiesa è stata costruita tra il 1640 e il 1646.

Chiesa Madonna dei Greci, Veglie

Ulteriori dettagli sono contenuti nella ricerca che segue che si riferisce ad un processo celebrato nel 1708 nella curia arcivescovile di Brindisi tra il Capitolo di Veglie e il chierico Giuseppe Panareo, patrizio leccese proprietario dell’omonima masseria posta nelle vicinanze della chiesa acquistata nel 1653 da Margarita Greco e poi venduta dai suoi eredi nel 1739 al sac. Pietro Favale. Entrambi i soggetti rivendicavano la proprietà della Chiesa: Il Capitolo sosteneva che la chiesa era stata fabbricata con elemosine dei cittadini di Veglie, il Panareo riteneva che la chiesa gli appartenesse in quanto titolare del diritto di patronato sul beneficio ecclesiastico sub titulo Sanctae Mariae pietatis, seu  delli Greci, da lui stesso fondato nel 1656. E’ sin troppo evidente che il Panareo confondeva il diritto di proprietà con il diritto di patronato, che è cosa ben diversa.

Nel corso del processo vengono acquisite numerose testimonianze rese da persone anziane che avevano preso parte ai lavori di costruzione della chiesa.

Leonardo Scutri, di anni 65, dichiara: “”…come cittadino e persona vecchia di questa Terra, posso con verità deponere, che la suddetta cappella sia stata fabbricata d’elemosine, ricordandomi ancora che prima della fabbrica, che hoggi esiste, vi era in detto luogo una conella piccola, nella quale vi era pittato l’Immagine di Maria Vergine con un Cristo morto in seno, e altre pitture di Santi, e perché occorsero alcuni miracoli in quel tempo s’eccitò la devozione del popolo, e volsero ingrandirla, ed il capitolo di questa Terra elesse il priore il quale haveva il pensiero di raccogliere l’elemosine e l’impiegava alla fabbrica della suddetta chiesa, … per esser che le carità s’accrescevano, nuovamente ingrandirono la chiesa, nella forma che  hoggi si vede…”.

 Le altre testimonianze forniscono ulteriori particolari e tutte insieme sostengono che il Panareo non ha niente a che vedere con la costruzione; a questo punto la curia ecclesiastica non ha difficoltà ad ordinare al Panareo di desistere da simile pretesa ed a consegnare immediatamente le chiavi della chiesa all’eremita frate Leonardo Verrienti che pochi giorni prima era stato scacciato con inaudita violenza.

Di seguito il link per scaricare   la storia. Clicca sul titolo o sul logo per scaricare e/o visualizzare il documento in formato .pdf

CHIESA DELLA MADONNA DEI GRECI

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