CHI SONO

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ANTONO DE BENEDITTIS

Antonio De Benedittis, studioso di storia locale, nasce a Veglie nel 1944. Ha studiato presso l’Istituto Calasanzio di Campi e poi presso l’Istituto magistrale “P. Siciliani” di Lecce, corso di studi non completato perché materializzatasi opportunità di lavoro prima presso l’ex esattoria delle imposte dirette di Veglie e poi presso il Comune di Veglie quale vincitore di concorso pubblico  dove ha prestato servizio per oltre 40 anni.

In quiescenza dal 2010, coltiva a tempo pieno la sua passione per la ricerca storica frequentando e corrispondendo con archivi e biblioteche provinciali, regionali e nazionali.

Numerosi saggi sono stati pubblicati sul siìto  www.archeoveglie.eu  di cui fa parte dello staff redazionale insieme a un gruppo di amici.

Ha pubblicato:

OMAGGIO ALLA PACE  (Presentazione prof. Antonio Greco).  Arti Grafiche Veglie 1996.

IL PALAZZO CACCIATOIRE A VEGLIE (Introduzione Mario Cazzato). Congedo Editore Galatina. 2002

Entrambe le pubblicazioni edite dall’Amministrazione comunale di Veglie.

LA PLATEA DEL VENERABILE CONVENTO DI SANTA MARIA DI VEGLIE (o della Favana) Presentazione Piergiuseppe De Matteis. Il Parametro editore. A. Grafema. Taviano2005

Negli anni 2006 e 2007 ha selezionato gli articoli di storia locale a firma di Antonio Catamo apparsi su “La mia Famiglia parrocchiale” gran parte dei quali hanno formato oggetto della pubblicazione in due volumi fuori commercio, “PAGINE E RICORDI” curata da Dino Levante (Bibliotheca Minima. Grafiche Panico Galatina). Iniziativa fortemente voluta e sostenuta dal Presidente del Consiglio comunale, con delega alla Cultura, prof. Antonio De Bartolomeo.

In occasione della istituzione dell’Archivio storico di Veglie presso la locale Biblioteca ha selezionato e inventariato tutti gli atti del Comune sfuggiti al saccheggio sfrenato operato di continuo, disponendo la loro conservazione in luogo sicuro (armadi metallici ed ignifughi, muniti di serratura); per l’occasione ha redatto una GUIDA ALLA CONSULTAZIONE, consultabile in loco, definita dalla Soprintendente archivistica di Bari “un idoneo mezzo di corredo che assicura la fruizione dell’archivio e la consultabilità degli atti”.