IL CLERO DI VEGLIE NEGLI “Acta criminalia” DELLA CURIA ARCIVESCOVILE DI BRINDISI (sec. XVII e XVIII)
di Antonio De Benedittis
ELENCO DETTAGLIATO DEGLI “Acta criminalia” DEL CLERO DI VEGLIE NEL SEC. XVII e XVIII
Nei secoli passati il sacerdozio si proponeva come la più facile via di promozione sociale delle famiglie e la più ovvia forma di consolidamento delle fortune acquisite con l’accaparramento di vantaggi e immunità d’ogni tipo e la fruizione di tanti legati e benefici. Il risultato di questo “investimento” era di un clero numeroso e privilegiato che celebrava le messe con le rendite dei legati e benefici, che gestiva una spiritualità imperniata nel dare per avere, garantendo suffragi per i defunti, mediando i rapporti dei fedeli con il cielo, assicurandone la protezione e la grazia.
Evidente quindi che il dilagare dei benefici da un verso “facilita vocazioni”, ma dall’altro scade a livelli assai bassi la preparazione del clero secolare, risultando inadeguato ai suoi compiti, del tutto ignorante di cose religiose e a malapena capace di celebrare i riti sacri pur senza intenderne il senso, spesso concubinario, assenteista, non di rado violento, dissoluto, bestemmiatore.
L’enorme quantità di rei presenti anche nella Terra di Veglie ci mostra un quadro desolante per la gravità dei reati commessi: violenze di ogni genere, pratiche sessuali, contrabbando, abusi legati al ministero sacerdotale, reati questi mai compiutamente puniti perché giudicati, per competenza , dalle curie arcivescovili magistrature queste molto meno gravose di quelle laiche in quanto schierate sempre e soltanto a difesa dell”’“onore” del ceto sacerdotale e dell’istituzione ecclesiastica, quand’anche si trattasse di coprire delitti gravissimi.
Una interessante documentazione relativa ai secoli XVII e XVIII, classificata come acta criminalia, è conservata nell’archivio storico diocesano della curia arcivescovile di Brindisi. Appare da subito evidente che si tratta di documentazione superstite in quanto si riferisce ad un arco temporale di poco più di un secolo ed anche perché diversi fascicoli sono stati sottratti da qualcuno che aveva interesse a farli sparire.
Gli acta criminalia comprendono per la maggior parte denunce, querele, remissioni, processi veri e propri, istruttorie, monitori, mandati di carcerazione, testimoniali e istanze di perdono e descrivono compiutamente le varie fasi dei procedimenti.
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